Durante l’incontro di orientamento in modalità campus svolto presso l’ISS De Nicola di Sesto San Giovanni, con il coinvolgimento a rotazione di più realtà formative, ITS Green Academy si è confrontata con cinque classi dell’indirizzo CAT (Costruzioni, Ambiente e Territorio – ex “geometri”) che hanno mostrato interesse immediato per i percorsi legati a energia green, rinnovabili ed efficienza energetica. Questo interesse, più che “generico”, si è espresso soprattutto in domande operative: quali competenze servono davvero per lavorare su cantieri e impianti? Che differenza c’è tra progettazione edilizia e progettazione energetica? Come si entra in un settore dove normative, sicurezza, misure e prestazioni contano quanto (se non più di) la comunicazione?

È un segnale coerente con la natura stessa del CAT, un indirizzo che forma su rappresentazione tecnica, rilievo, gestione del cantiere e amministrazione/valutazione di immobili: esattamente l’alfabeto tecnico che torna quando si parla di transizione energetica applicata a edifici e territorio.

CAT ed energia: competenze che combaciano

Il punto chiave è che gran parte della transizione energetica, oggi, passa dagli edifici e dalle infrastrutture. E lì il profilo CAT è particolarmente “compatibile”, perché integra competenze grafiche/progettuali e informatiche, strumenti di rilievo, conoscenza di materiali e tecnologie costruttive, oltre a valutazione tecnico-economica e gestione del processo realizzativo. Entrando nel merito, il collegamento con l’energia si vede bene per aree di competenza:

Rilievo, topografia e lettura del territorio. Nel settore energetico queste competenze diventano subito “siting” e “layout”: rilievi plano-altimetrici, vincoli, accessi, distanze, interferenze, esposizione/ombreggiamenti (tipici, ad esempio, nella progettazione preliminare di impianti fotovoltaici su coperture o a terra, e nella cantierizzazione). Il CAT nasce proprio con un forte uso degli strumenti per il rilievo e per la restituzione tecnico-grafica.

Disegno tecnico, CAD e (sempre più spesso) logica BIM. In ambito energia questo significa: elaborati esecutivi, dettagli costruttivi per l’integrazione impiantistica, coordinamento tra discipline (strutture/involucro/impianti), tavole “as built” e aggiornamenti di progetto in corso d’opera. Le linee guida dell’istruzione tecnica richiamano esplicitamente l’uso di strumenti informatici per rappresentazione grafica e calcolo.

Cantiere, sicurezza e organizzazione del lavoro. Rinnovabili ed efficientamento non sono teoria: sono interventi in opera (coperture, impianti, linee, locali tecnici, ponteggi, interferenze). La capacità di leggere un cronoprogramma, gestire imprese, verificare conformità, lavorare con procedure HSE è un asset diretto per ruoli tecnici in aziende installatrici, ESCo e general contractor. (È anche il tipo di competenza che i percorsi ITS sull’energia tendono a valorizzare, perché l’uscita professionale è orientata a gestione/manutenzione/controllo di impianti e ottimizzazione dei consumi).

Estimo, computi e valutazione economica. In energia conta la sostenibilità economica: computi metrici, analisi costi/benefici, capitolati, confronto preventivi, logica del ciclo di vita e tempi di ritorno. Il CAT integra proprio la valutazione tecnica ed economica dei beni e delle soluzioni. In pratica: la stessa testa che serve per “quanto costa farlo” e “come lo metto a capitolato” serve quando si parla di cappotti, serramenti, pompe di calore, fotovoltaico, accumulo, colonnine.

Normativa e processi autorizzativi. Qualunque intervento energetico serio impatta permessi, conformità edilizia, vincoli e (spesso) pratiche legate a prestazioni e certificazioni. È un terreno naturale per chi esce da un percorso “territorio-edilizia-amministrazione tecnica” e vuole specializzarsi sulla parte energetica.

Le rinnovabili come sbocco naturale per i geometri

Se si guarda alle figure in uscita più richieste nella filiera energia (efficienza energetica, gestione e verifica di impianti, ottimizzazione dei consumi, supporto tecnico a progettazione/installazione/manutenzione), è evidente che molte attività si svolgono “tra edificio e impianto”, non in astratto. I percorsi ITS dell’area energia descrivono profili che operano su analisi e gestione di sistemi energetici, controllo e manutenzione, reti e impianti, con attenzione all’ottimizzazione dei consumi: un perimetro dove la base CAT può diventare un vantaggio competitivo se completata con competenze specifiche di impiantistica, misure, normative e strumenti digitali di monitoraggio.

Un esempio concreto è la certificazione energetica degli edifici (APE): la normativa nazionale disciplina requisiti e criteri di accreditamento dei soggetti certificatori, e collega l’attività a competenze tecnico-professionali e formazione specifica. È un ambito tipico in cui un diplomato “tecnico del costruito” può trovare continuità, a patto di completare il percorso con i requisiti previsti (accreditamento e formazione dove richiesta).

In sintesi, l’interesse emerso in aula ha una ragione strutturale: il CAT forma figure che “sanno leggere e far funzionare” il mondo fisico del costruito (rilievi, disegno, materiali, cantiere, costi, conformità). La transizione energetica, oggi, chiede proprio questo tipo di mentalità tecnica, con un passaggio ulteriore di specializzazione su rinnovabili, efficienza e gestione dei sistemi. È il motivo per cui, per molti studenti CAT, un percorso dedicato a energia green e rinnovabili non è un cambio di strada: è una traiettoria coerente e spendibile nel mercato del lavoro.